Cercando di dipanare la matassa stamattina mi sono messa a cercare su internet.... le risposte e tutti i nostri quesiti dovrebbero trovarsi qui ma io non riesco a capirci molto:
http://www.senato.it/parlam/leggi/deleghe/98114dl.htm

possibile che non si riesca a venirne a capo?
dovremmo rivolgerci ad un consulente del lavoro...
io sto per aprire un negozio su etsy e non so come comportarmi in maniera fiscale..
cercando in vari forum si dice tutto ed il contrario di tutto...
Perchè non scriviamo tutti insieme una lettera da inviare ad esempio al confartigianato chiedendo chiarezza in materia?

nel frattempo se qualcuno ci capisce qualcosa ci faccia sapere..

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Risposte a questa discussione

lananagialla ha detto:
Dimenticavo: vorrei capire anche cosa si intende esattamente per opera di ingegno... esempio: se io compro una scatola di legno, la decoro e la vendo, questo può rientrare nel commercio person to person o no, visto che la scatola l'ho comprata? AIUUTO!!!

se per decorare una scatola che hai comprato usi "il tuo ingegno e la tua creatività" e gli dai quindi un valore aggiunto allora la puoi vendere come opera dell'ingengo. Pensa a tutti quelli che fanno decoupage.... lo devono pure fare su qualcosa! se poi nelle tue creazioni prendi la materia grezza la trasformi e ne crei un oggetto allora ancora meglio!

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Quando ho detto che il problema sta nella definizione di opera d'ingegno intendevo dire che si presta a troppe interpretazioni... io la penso come te e credo fortemente nella legge fisica per cui tutto si trasforma e nulla si distrugge.
Quindi credo che se prendo qualcosa e la trasformo o ancora meglio la riciclo, do a quella cosa il valore aggiunto di cui parli tu... ma non tutti la pensano così e, come dicevo, la definizione è troppo vaga...

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Io ho trovato questo, magari è utile...parla del diritto d'autore e di ciò a cui si può applicare (e che quindi è opera del proprio ingegno)

L'OGGETTO DEL DIRITTO DI AUTORE

lananagialla ha detto:
Quando ho detto che il problema sta nella definizione di opera d'ingegno intendevo dire che si presta a troppe interpretazioni... io la penso come te e credo fortemente nella legge fisica per cui tutto si trasforma e nulla si distrugge.
Quindi credo che se prendo qualcosa e la trasformo o ancora meglio la riciclo, do a quella cosa il valore aggiunto di cui parli tu... ma non tutti la pensano così e, come dicevo, la definizione è troppo vaga...

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Grazie Mae.. vado a leggermelo con calma...
Mae - CartEssenza ha detto:
Io ho trovato questo, magari è utile...parla del diritto d'autore e di ciò a cui si può applicare (e che quindi è opera del proprio ingegno)

L'OGGETTO DEL DIRITTO DI AUTORE

lananagialla ha detto:
Quando ho detto che il problema sta nella definizione di opera d'ingegno intendevo dire che si presta a troppe interpretazioni... io la penso come te e credo fortemente nella legge fisica per cui tutto si trasforma e nulla si distrugge.
Quindi credo che se prendo qualcosa e la trasformo o ancora meglio la riciclo, do a quella cosa il valore aggiunto di cui parli tu... ma non tutti la pensano così e, come dicevo, la definizione è troppo vaga...

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Siiiiiiiiii... anche a me hanno detto così... infatti mi chiedevo del perchè spesso e volentieri ai mercatini ti rilasciano quelle ricevute cartacee... servono per poi fare la dichiarazione dei redditi... e per la ritenuta d'acconto !!!

chiara martina jarno ha detto:
siccome mi è arrivata una proposta interessante ho passato gran parte di ieri proprio alla ricerca di informazioni a riguardo...girando in vari siti (legali/commercialisti/varie e eventuali) questo mi è sembrato il + chiaro e comprensibile...
premesso che quanto ho trovato è un articolo specifico sulle arti visive...il famoso articolo (articolo 4 comma 2 lettera h del decreto legge 114/98 del 31 marzo 1998) che viene citato nella dichiarazione del proprio ingegno dice che...il presente dereto non si applica a chi venda o esponga per la vendita le proprie opere d'arte, nonchè quelle dell'ingegno a carattere creativo etc non fa distinzioni tra opere d'arte ma cita tutte le opere del proprio ingegno creativo...
...copio qui di seguito quanto trovato su www.incontemporanea.com...

COSTI e DIRITTI dell’OPERA



Note per chi realizza e vende un’opera.

Chiunque realizzi qualche cosa riguardante le Arti Visive (pittura, scultura, grafica, fotografia, computer art) deve considerare questo qualcosa cosa come frutto del proprio ingegno, e quindi è un autore d’opera d’ingegno.

Esiste una legge a regolare la materia, la N°643 del 1941 “PROTEZIONE DEL DIRITTO D’AUTORE E DI ALTRI DIRITTI CONNESSI AL SUO ESERCIZIO” di competenza dapprima del Ministero della Cultura Popolare, e successivamente della Presidenza del Consiglio dei Ministri. (per il testo della Legge n. 633/1941 si rinvia a http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l633_41.html ). Oggi con le nuove norme di tutela del diritto d'autore ( Legge 248/2000 ), viene delegata ad occuparsi di proteggerne i diritti la Sezione OLAF della SIAE (http://www.siae.it/index.asp ).

Per realizzare le opere d’ingegno non occorrono permessi, licenze o quant’altro, cosi come per vendere le proprie opere d’ingegno non occorrono partita IVA, iscrizioni di alcun tipo o altro, se la vendita viene effettuata direttamente dall’autore.

Chi vende il proprio prodotto è libero di farlo come e quando vuole, il registrare l’opera o l’iscriversi alla SIAE serve solo a cautelarsi contro eventuali ulteriori ricavi economici originati dallo sfruttamento dell’opera da parte di terzi, in quanto l’autore, pur avendo venduto l’opera, conserva la paternità e quindi tutti i diritti di sfruttamento economico della stessa. Infatti l’autore vende l’opera ma non lo sfruttamento dell’opera, e se il nuovo proprietario dovesse avere dei ricavi dallo sfruttamento dell’opera, a questi ricavi si applicano i diritti dell’autore.

Se io, autore, sfrutto direttamente la mia opera non devo pagare per questo la SIAE, in quanto questa serve a proteggere i miei diritti che, a loro volta, verranno pagati a me.

Registrare un’opera alla SIAE significa assicurarsi che nessuno possa sfruttarla senza pagare l’autore, ma non garantisce niente, e non dà niente, soprattutto se non si è ancora venduta l’opera e se non è stata posta in circolazione.

Per quanto riguarda le imposte e le modalità relative, se l’ammontare annuo del ricavato rientra in € 5.000,00 viene considerato un regime minimo di lavoro autonomo, in quanto lavoro occasionale e saltuario, per cui l’acquirente (e non il venditore!), se vuole, fa la ritenuta d’acconto.

Se il ricavato annuo invece dell’autore supera € 5.000,00 è necessario aprire solamente la partita IVA; tutto il resto non riguarda l’autore, e non è obbligatorio (licenza di vendita, camera di commercio, ditta individuale , società varie, etc. etc).

Per le modalità di registrazione delle proprie opere vedere la Sezione Arti Visive della Siae: http://www.siae.it/olaf_av.as

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ma questo riguarda solamente chi vende nei mercatini? O si potrebbe applicare anche nella vendita On Line?qualcuno vede le tue opere sul tuo blog, ti contatta e ti chiede quanto costano e se potresti riprodurle ?? hhhelp!:)

chiara martina jarno ha detto:
siccome mi è arrivata una proposta interessante ho passato gran parte di ieri proprio alla ricerca di informazioni a riguardo...girando in vari siti (legali/commercialisti/varie e eventuali) questo mi è sembrato il + chiaro e comprensibile...
premesso che quanto ho trovato è un articolo specifico sulle arti visive...il famoso articolo (articolo 4 comma 2 lettera h del decreto legge 114/98 del 31 marzo 1998) che viene citato nella dichiarazione del proprio ingegno dice che...il presente dereto non si applica a chi venda o esponga per la vendita le proprie opere d'arte, nonchè quelle dell'ingegno a carattere creativo etc non fa distinzioni tra opere d'arte ma cita tutte le opere del proprio ingegno creativo...
...copio qui di seguito quanto trovato su www.incontemporanea.com...

COSTI e DIRITTI dell’OPERA



Note per chi realizza e vende un’opera.

Chiunque realizzi qualche cosa riguardante le Arti Visive (pittura, scultura, grafica, fotografia, computer art) deve considerare questo qualcosa cosa come frutto del proprio ingegno, e quindi è un autore d’opera d’ingegno.

Esiste una legge a regolare la materia, la N°643 del 1941 “PROTEZIONE DEL DIRITTO D’AUTORE E DI ALTRI DIRITTI CONNESSI AL SUO ESERCIZIO” di competenza dapprima del Ministero della Cultura Popolare, e successivamente della Presidenza del Consiglio dei Ministri. (per il testo della Legge n. 633/1941 si rinvia a http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l633_41.html ). Oggi con le nuove norme di tutela del diritto d'autore ( Legge 248/2000 ), viene delegata ad occuparsi di proteggerne i diritti la Sezione OLAF della SIAE (http://www.siae.it/index.asp ).

Per realizzare le opere d’ingegno non occorrono permessi, licenze o quant’altro, cosi come per vendere le proprie opere d’ingegno non occorrono partita IVA, iscrizioni di alcun tipo o altro, se la vendita viene effettuata direttamente dall’autore.

Chi vende il proprio prodotto è libero di farlo come e quando vuole, il registrare l’opera o l’iscriversi alla SIAE serve solo a cautelarsi contro eventuali ulteriori ricavi economici originati dallo sfruttamento dell’opera da parte di terzi, in quanto l’autore, pur avendo venduto l’opera, conserva la paternità e quindi tutti i diritti di sfruttamento economico della stessa. Infatti l’autore vende l’opera ma non lo sfruttamento dell’opera, e se il nuovo proprietario dovesse avere dei ricavi dallo sfruttamento dell’opera, a questi ricavi si applicano i diritti dell’autore.

Se io, autore, sfrutto direttamente la mia opera non devo pagare per questo la SIAE, in quanto questa serve a proteggere i miei diritti che, a loro volta, verranno pagati a me.

Registrare un’opera alla SIAE significa assicurarsi che nessuno possa sfruttarla senza pagare l’autore, ma non garantisce niente, e non dà niente, soprattutto se non si è ancora venduta l’opera e se non è stata posta in circolazione.

Per quanto riguarda le imposte e le modalità relative, se l’ammontare annuo del ricavato rientra in € 5.000,00 viene considerato un regime minimo di lavoro autonomo, in quanto lavoro occasionale e saltuario, per cui l’acquirente (e non il venditore!), se vuole, fa la ritenuta d’acconto.

Se il ricavato annuo invece dell’autore supera € 5.000,00 è necessario aprire solamente la partita IVA; tutto il resto non riguarda l’autore, e non è obbligatorio (licenza di vendita, camera di commercio, ditta individuale , società varie, etc. etc).

Per le modalità di registrazione delle proprie opere vedere la Sezione Arti Visive della Siae: http://www.siae.it/olaf_av.as

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Ciao a tutti, sono una nuova iscritta.
per quel che riguarda la tutela del diritto d'autore c'è una novità molto importante ed interessante che è data dalle Creative Commons che ora sono valide anche in Italia.
La cosa davvero interessante è che sono del tutto gratuite, non si paga alcuna tassa o simili.
Proprio qualche giorno fa leggevo che stavano cercando un modo per far coesistere questa nuova forma di tutela con la siae, spero che a breve si abbiano delle novità.
Comunque sono delle licenze ( sei varianti in tutto ) che si possono applicare al proprio prodotto artistico \ artigianale, lasciando liberi alcuni diritti. Si può scegliere se negare i diritti commerciali a terzi o se regalare agli altri eventuali proventi, si può decidere ad esempio che ogni volta che qualcuno usa l'immagine di una tua creazione deve obbligatoriamente citarti, altrimenti non potrebbe pubblicarle etc etc.
Io le ho applicate al mio micro blog di splinder, al flickr ed al deviantart, ma leggete bene le condizioni di queste licenze, hanno dei vincoli anche loro.
Creative Commons
Cosa sono

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Che cosa dobbiamo scrivere sull'autocertificazione?
Fatemi sapere grazie

Rispondi

Ciao...se hai scaricato il modello basta che lo compili con i tuoi dati e le informazioni sulla tua attività....

Simona Torniai ha detto:
Che cosa dobbiamo scrivere sull'autocertificazione?
Fatemi sapere grazie

Rispondi

Ciao Eleonora,
ti ringrazio molto dell'aiuto e alla prossima.... Speriamo bene!!!!

Eleonora-CARACOL ha detto:
Ciao...se hai scaricato il modello basta che lo compili con i tuoi dati e le informazioni sulla tua attività....

Simona Torniai ha detto:
Che cosa dobbiamo scrivere sull'autocertificazione?
Fatemi sapere grazie

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scusate questa domanda da ultima arrivata ma etsy in pratica come funziona?io do il numero della mia carta e nel caso qualcuno acquisti le mie cose loro fanno da mediatori e trattengono una percentuale sul pagamento?io per ora mi son registrata a etsy ma nn mi azzardo ancora a pubblicare nulla....
poi per quanto riguarda i mercatini: posso esporre il prezzo vicino a ogni creazione o vado incontro a qualche spiacevole conseguenza?
aiutooooo

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Salve!
Sono una nuova arrivata!!
Ho letto la vostra discussione, molte delle domande che vi siete poste voi, bè, me le sono poste anch'io.
Per trovare una via d'uscita mi sono rivolta ai commercialisti. Ben 2!
Bene, stando alle informazioni che mi hanno dato loro, se vendi le tue creazioni, puoi parlare di riciclo, opere del proprio ingegno ecc. ma, comunque sei un commerciante, rientri in quel settore e devi assumerti tutti gli oneri fiscali che lo stato italiano richiede. Questo vuol dire iscriversi alla Camera di commercio, aprire partita iva, iscrizione all'inps ecc.
Bè, non è una novità che in Italia la pressione fiscale è da pazzi e, guarda caso, sono proprio gli artigiani e le piccole imprese a pagarne le conseguenze!!
Autocertificazioni, iscrizioni ai circoli degli hobbisti ti tutelano dai vigili e non dal fisco.
Si, c'è la famosa legge sui "minimi in franchigia" per chi ha entrate inferiori a 5.000 euro, ma cmq, lo Stato ti chiede di dimostrare che le tue entrate sono inferiori a quella cifra, sei, quindi, soggetto a controlli.
Insomma, in parole povere, lo stato non ti mette nelle condizioni di lavorare regolarmente e alla fine, come fanno tutti, si finisce col rischiare e lavorare "in nero".
Sono daccordo col raccogliere firme e fare richieste dato che, se la situazione è questa, dipende anche dall'incapacità di "noi del settore" di alzare la voce, fare gruppo e farci sentire.
Approfondirò la questione delle Creative Commons che trovo interessante.
Vi saluto tutti, Aras
Dimenticavo, no, non si può esporre il prezzo. :)

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