Cercando di dipanare la matassa stamattina mi sono messa a cercare su internet.... le risposte e tutti i nostri quesiti dovrebbero trovarsi qui ma io non riesco a capirci molto:
http://www.senato.it/parlam/leggi/deleghe/98114dl.htm

possibile che non si riesca a venirne a capo?
dovremmo rivolgerci ad un consulente del lavoro...
io sto per aprire un negozio su etsy e non so come comportarmi in maniera fiscale..
cercando in vari forum si dice tutto ed il contrario di tutto...
Perchè non scriviamo tutti insieme una lettera da inviare ad esempio al confartigianato chiedendo chiarezza in materia?

nel frattempo se qualcuno ci capisce qualcosa ci faccia sapere..

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Risposte a questa discussione

Dimenticavo: vorrei capire anche cosa si intende esattamente per opera di ingegno... esempio: se io compro una scatola di legno, la decoro e la vendo, questo può rientrare nel commercio person to person o no, visto che la scatola l'ho comprata? AIUUTO!!!

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E' un'ottima idea! Però ho già provato a chiedere se la Confartigianato potesse essere il posto giusto al quale rivolgersi e...che io sappia no, non lo è, perchè la Confartigianato si occupa solo degli artigiani, e per essere artigiano e vendere le tue opere devi già avere la p.i. (mio padre è artigiano). Per vendere le tue opere senza p.i., da quanto ho capito (ma purtroppo qui la faccenda inizia a farsi fumosa) puoi far parte di due categorie:
1) hobbisti
2) artisti di strada (opere del proprio ingegno)

Bisognerebbe capire chi si occupa di questo, ma rimane una cosa a livello regionale se non addirittura comunale...insomma, burocrazia e tempo sprecato, tanto, si sa, se fai i mercatini è perchè non hai nient'altro da fare, no? (grrr)
Io proporrei appena attivo i gruppi (e quindi parlo sicuro dopo il 9, appena finita la questione mostra) creiamo anche quelli regionali; a quel punto si stende una lettera da inviare alle regioni ed ogni gruppo la sottoscrive per la propria regione, in modo da poterla dipanare per bene e raccogliere tutte le informazioni necessarie, regione per regione.

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p.s. pure io non ci capisco nulla di leggi etc, appena torna keller dal lavoro gliela faccio leggere e "tradurre" :P

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Ma per le vendite on line?

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p.p.s. dimenticavo: per aprire il negozietto su Etsy non hai bisogno di partita iva...solo se inizi a vendere per cifre ingenti, perchè a quel punto devi portare paypal a livello business e per quello ci vuole la p.i. (correggetemi se dico cavolate)...

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Grazie per l'info riguardo etsy... comunque bisogna fare qualcosa in questo senso...non mi piace vivere nell'incertezza...dimenticavo: in bocca al lupo per la mostra!!!

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Grazie a te, crepi il lupo ;)

...e sì, bisogna far qualcosa...bisogna organizzarsi al meglio!


lananagialla ha detto:
Grazie per l'info riguardo etsy... comunque bisogna fare qualcosa in questo senso...non mi piace vivere nell'incertezza...dimenticavo: in bocca al lupo per la mostra!!!

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Allora, ci sono novità fresche a questo riguardo...in questi giorni, giusto per non star mai ferma, mi sono messa in contatto con una realtà che organizza mercatini nel ponente ligure (tra l'altro chi fosse interessato mi scriva che gli passo i contatti, passatimi a sua volta dalla gentilissima Jenny). La signora mi ha spiegato alcune cose che potrebbero essere interessanti:
1) secondo la legge italiana la dichiarazione di opera del proprio ingegno deve essere compilata per ogni mercatino (data) con allegata una fotocopia della carta d'identità;
2) mi ha dato la definizione di hobbista: per lo stato italiano è colui che colleziona qualcosa e che scambia (!!!) oggetti che non gli interessano con pezzi per finire la propria collezione; da qui tutte le leggi per la regolamentazione degli hobbisti: non potrebbero vendere, ma solo scambiare...figuratevi se per di più, come accade, si mettono a vendere antiquariato! Ecco svelato l'arcano delle severe leggi che stanno apparendo pian piano!
Dunque il suo consiglio è quello di non presentarsi mai come hobbisti perchè non lo siamo e ci taglieremmo le gambe da soli.
3) mi ha detto che le leggi sui creatori di opere del proprio ingegno, mercatini, etc, esistono, eccome! E sono a livello nazionale con differenziazioni neppure troppo grandi a livello regionale. Questo devo ancora approfondirlo perchè non avevo molto tempo ed un impegno mi ha costretta a scappare di fretta, ma presto la rivedrò e le chiederò esattamente dove trovare queste leggi, ed in caso se volesse anche dare una mano qui :)

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Speriamo di ricevere presto novità e soprattutto che siano buone per noi!!!!

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siccome mi è arrivata una proposta interessante ho passato gran parte di ieri proprio alla ricerca di informazioni a riguardo...girando in vari siti (legali/commercialisti/varie e eventuali) questo mi è sembrato il + chiaro e comprensibile...
premesso che quanto ho trovato è un articolo specifico sulle arti visive...il famoso articolo (articolo 4 comma 2 lettera h del decreto legge 114/98 del 31 marzo 1998) che viene citato nella dichiarazione del proprio ingegno dice che...il presente dereto non si applica a chi venda o esponga per la vendita le proprie opere d'arte, nonchè quelle dell'ingegno a carattere creativo etc non fa distinzioni tra opere d'arte ma cita tutte le opere del proprio ingegno creativo...
...copio qui di seguito quanto trovato su www.incontemporanea.com...

COSTI e DIRITTI dell’OPERA



Note per chi realizza e vende un’opera.

Chiunque realizzi qualche cosa riguardante le Arti Visive (pittura, scultura, grafica, fotografia, computer art) deve considerare questo qualcosa cosa come frutto del proprio ingegno, e quindi è un autore d’opera d’ingegno.

Esiste una legge a regolare la materia, la N°643 del 1941 “PROTEZIONE DEL DIRITTO D’AUTORE E DI ALTRI DIRITTI CONNESSI AL SUO ESERCIZIO” di competenza dapprima del Ministero della Cultura Popolare, e successivamente della Presidenza del Consiglio dei Ministri. (per il testo della Legge n. 633/1941 si rinvia a http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/l633_41.html ). Oggi con le nuove norme di tutela del diritto d'autore ( Legge 248/2000 ), viene delegata ad occuparsi di proteggerne i diritti la Sezione OLAF della SIAE (http://www.siae.it/index.asp ).

Per realizzare le opere d’ingegno non occorrono permessi, licenze o quant’altro, cosi come per vendere le proprie opere d’ingegno non occorrono partita IVA, iscrizioni di alcun tipo o altro, se la vendita viene effettuata direttamente dall’autore.

Chi vende il proprio prodotto è libero di farlo come e quando vuole, il registrare l’opera o l’iscriversi alla SIAE serve solo a cautelarsi contro eventuali ulteriori ricavi economici originati dallo sfruttamento dell’opera da parte di terzi, in quanto l’autore, pur avendo venduto l’opera, conserva la paternità e quindi tutti i diritti di sfruttamento economico della stessa. Infatti l’autore vende l’opera ma non lo sfruttamento dell’opera, e se il nuovo proprietario dovesse avere dei ricavi dallo sfruttamento dell’opera, a questi ricavi si applicano i diritti dell’autore.

Se io, autore, sfrutto direttamente la mia opera non devo pagare per questo la SIAE, in quanto questa serve a proteggere i miei diritti che, a loro volta, verranno pagati a me.

Registrare un’opera alla SIAE significa assicurarsi che nessuno possa sfruttarla senza pagare l’autore, ma non garantisce niente, e non dà niente, soprattutto se non si è ancora venduta l’opera e se non è stata posta in circolazione.

Per quanto riguarda le imposte e le modalità relative, se l’ammontare annuo del ricavato rientra in € 5.000,00 viene considerato un regime minimo di lavoro autonomo, in quanto lavoro occasionale e saltuario, per cui l’acquirente (e non il venditore!), se vuole, fa la ritenuta d’acconto.

Se il ricavato annuo invece dell’autore supera € 5.000,00 è necessario aprire solamente la partita IVA; tutto il resto non riguarda l’autore, e non è obbligatorio (licenza di vendita, camera di commercio, ditta individuale , società varie, etc. etc).

Per le modalità di registrazione delle proprie opere vedere la Sezione Arti Visive della Siae: http://www.siae.it/olaf_av.as

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credo che il problema sia proprio nella definizione di opera d'ingegno....

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lananagialla ha detto:
credo che il problema sia proprio nella definizione di opera d'ingegno....


Si la parola chiave è "Opera del proprio ingegno". E' importante specificarlo nella famosa autocertificazione. una volta specificato si può partecipare ai mercatini dell'artigianato con i propri articoli enza problemi. L'importante è avere sempre l'autocertificazione con se. L'ideale sarebbe far parte di una asociazione di "artisti di strada" che poi organizza e partecipa a mercatini in varie piazze. Io sono associata ad una associazione del genere a Livorno e la nostra presidentessa si da parecchio da fare per assicurarsi diverse piazze nella zona. Se ci proponiamo ai comuni poi veniamo chiamati durante le feste e sagre dei paesini della zona, inoltre abbiamo dei mercati fissi.

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